MARCO MARIA FREDDI (EFFETTO PARMA) “ABROGARE IL CONCORDATO CON IL VATICANO FIRMATO DAL FASCISMO LA MACCHIA NERA DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA”

Dalla pagina facebook di Marco Maria Freddi consigliere comunale di Effetto Parma

Oggi celebriamo il 90° anniversario del Concordato firmato nel 1929 da Benito Mussolini, inserito nella Costituzione repubblicana per volere della Democrazia Cristiana, con il sostegno del PCI di Palmiro Togliatti. Nel 1984 il governo Craxi definì con la Chiesa Cattolica, una revisione del Concordato del 1029 che portò a modifiche di grande rilievo, facendo cadere tre dei punti essenziali del Concordato di Mussolini: quella cattolica smise di essere la “religione di Stato”; il suo insegnamento nelle scuole divenne facoltativo e fu abolita la congrua. Le scelte politiche dei governi successivi – compreso quello dello stesso Craxi – si mossero però in direzione opposta a quella che ci si poteva attendere dopo la revisione del Concordato, riportando in essere, sotto mentite spoglie, i privilegi accordati nel 1929 e revocati nel 1984, portando il costo della Chiesa cattolica per lo Stato italiano al livello stratosferico di 4 miliardi l’anno. Retaggio del fascismo, il Concordato, legittima il Vaticano a esercitare una sovranità indiretta sugli organi istituzionali della Repubblica e a propagare su essa un illimitato potere di controllo politico-sociale, ricevendo lauti finanziamenti per questi privilegi. Oggi lo scandalo è la montagna di miliardi, che il Vaticano accumula con i finanziamenti prelevati dalle imposte degli italiani, con le esenzioni dal pagamento di consumi energetici e lo smaltimento dei rifiuti, con la dispensa da imposte e tasse sulla miriade delle sue redditizie attività commerciali: miliardi non pagati sull’imprenditoria turistica, sugli immobili di proprietà ecclesiastica adibiti a scopi commerciali, come ex-conventi ed ex collegi trasformati in case di cura, centri sportivi, case di riposo, residenze, pensionati, nonché lussuosissimi alberghi a più stelle. E sono solo alcuni esempi. Eppure il Vaticano non è certo povero come il Vangelo a cui si ispira vorrebbe. Tralasciando lo Ior e i suoi affari internazionali, solo sul territorio della Repubblica italiana possiede un immenso patrimonio immobiliare che costituisce il 20% di quello dell’intera nostra Nazione. L’Italia, grazie al Concordato, non solo è il più grande benefattore dello Stato Vaticano, ma per compiacerlo asseconda i dickat su famiglia, sessualità, riproduzione, testamento biologico, eutanasia, diritti civili e tanto altro ancora. Il libero pensatore Ernesto Rossi definì il Concordato come “l’alleanza fra il manganello e l’aspersorio”, il fascismo cercava la benedizione papalina, utile solo ad attenuare agli occhi delle masse il suo totalitarismo. Il fascismo crollava, ma il suo Concordato restava, macchia nera sulla Costituzione repubblicana, l’applicazione del Concordato è subordinata comunque e sempre al supremo valore costituzionale della laicità dello Stato, cosa che, politici atei-devoti, spesso e volentieri mettono tra parentesi. La società sempre più laicizzata e secolarizzata, otteneva con le sue lotte leggi di civiltà: dal divorzio, alla legalizzazione della pillola, al nuovo diritto di famiglia, all’interruzione volontaria di gravidanza, alla procreazione assistita ma di contro, il nuovo Concordato del 1984 evidenziava un favoritismo di Stato, tutt’altro che laico, il prelievo fiscale dalle imposte degli italiani pro Chiesa cattolica. Il perverso meccanismo dell’8 ‰ spacciava per democrazia la destinazione di questa quota individuale di imposta sul reddito alla propria chiesa, ma in realtà consente a quella cattolica di fare l’asso pigliatutto, grazie all’introduzione di una formuletta dalla parvenza garantista: “in caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse”. Tradotto: nonostante sia solo mediamente il 30% di italiani a firmare pro Chiesa cattolica, questa minoranza, rappresentando la maggioranza delle scelte espresse, fa sì che Santa Romana Chiesa arrivi ad incassare il 90% dell’intero 8 ‰ in una moltiplicazione esponenziale di denari, che attualmente, solo con l’8 ‰, arriva a oltre un miliardo di euro ogni anno. Diversamente da quanto le suadenti campagne pubblicitarie della Conferenza Episcopale italiana vorrebbero far credere, questo contributo viene impiegato soprattutto per il mantenimento del clero e dei suoi apparati. Quindi, anche per il mantenimento delle strutture degli scandali più disgustosi: dalle centrali dello Ior a quelle della pedofilia clericale. Per uscire da questa colonizzazione dello stato estero vaticano c’è solo una cosa da fare: abrogare il Concordato, per realizzare finalmente la separazione tra stato e chiese, per la costruzione di un mondo senza dogmi né padroni.

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