LAURA CAVANDOLI (LEGA) “NON SI PUO’ NEGARE LA TRAGEDIA DELLE FOIBE”

Intervento dell’On. Laura Cavandoli (Lega) durante la seduta della Camera dei Deputati di mercoledì 6 febbraio 2018

(testo integrale)

Grazie Presidente,

Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo, solennità civile nazionale italiana istituita con la legge n. 92 del 2004 e diretta a conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani, dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Come riportato sui media a Parma la sezione dell’ANPI, dell’ANPPIA che è l’Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti, e il Comitato antifascista antimperialista hanno organizzato un incontro in una sala cinematografica per trattare questo tema, secondo una visione storicamente distorta. Cito i titoli di alcuni contributi: “I morti delle foibe riconosciuti, quasi tutti delle Forze Armate dell’Italia fascista”, “La foiba di Basovizza: un falso storico”. Insomma, nel 2019, a Parma, città medaglia d’oro della Resistenza, quindi, una città in cui i valori della democrazia dovrebbero essere particolarmente forti, città prescelta quale capitale italiana della cultura per il 2020, si sfrutta la ricorrenza del Giorno del ricordo per organizzare un convegno negazionista che dà una versione falsa e politicamente deviata di una delle pagine più tristi della storia d’Italia. Se il convegno ha come intento, come credo, anche quello di alimentare tensioni e riaprire ferite, non si comprende come a Parma l’amministrazione comunale non abbia preso le distanze e non abbia ritenuto di modificare l’intitolazione di una via al maresciallo Tito, qualificato come Capo di Stato, ma ormai riconosciuto unanimemente come il mandate dei massacri delle foibe, che hanno fatto almeno 20.000 vittime, di cui 2.500 solo nella foiba di Basovizza e a questi si aggiungono i 5.000 italiani scomparsi nei campi di concentramento jugoslavi. Eventi come questo, che travisano la vera ricostruzione di un passato doloroso per gli italiani, devono essere condannati unanimemente. Non si può negare o svilire un dramma di queste dimensioni.

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