CRISTIAN SALZANO (EFFETTO PARMA) “WELFARE NO AGLI SLOGAN, SI’ ALLA CONCRETEZZA”

Comunicato-stampa di Cristian Salzano Capogruppo di Effetto Parma nel Consiglio Comunale di Parma

Ogni amministrazione ha il diritto e dovere di attuare politiche seguendo il proprio programma elettorale. Noi, Effetto Parma, abbiamo deciso di far ruotare le nostre scelte attorno al concetto di EQUITA’, ovvero sosteniamo ed eroghiamo servizi in base alle possibilità economiche delle persone e non al luogo di nascita. Investiamo 69 milioni sul Sociale (3 milioni in piu del 2018) garantendo alloggi, pagamento utenze ed altri servizi e siamo pronti, come sempre, ad intervenire in corso d’ opera con altri impegni economici.

Si e’ parlato di EMERGENZA ABITATIVA, ho voluto sottolineare come una buona politica debba si saper affrontare le emergenze, ma nella propria agenda inserire e parlare di PROGRAMMAZIONE ABITATIVA che da noi si traduce in:

a) 8 milioni di euro nel 2018 per la realizzazione di 47 nuovi alloggi e manutenzione degli esistenti.

b) accordi con i proprietari di immobili sfitti facendo da garante e cercando di combattere la “diffidenza” nell’ ospitare.

c) un nuovo regolamento di concessione e gestione degli appartamenti pubblici con razionalizzazione ed assegnazione degli stessi in base al numero di componenti del nucleo familiare.

d) attenzione nel reperire fondi terzi: a Parma arriveranno 2 milioni di euro per essersi classificata prima su 112 progetti di rigenerazione urbana. Li investiremo nel recupero della “Case dei Mille”, nuovi spazi di edilizia popolare.

Si è parlato di poverta’…

Da sei mesi e’ attivo il REDDITO GARANTITO COMUNALE, strumento fortemente voluto da questa amministrazione e studiato appositamente per intervenire ed intercettare tutte quelle persone che, causa parametri esistenti, vedevano rigettata la loro domanda a misure di sostegno Regionale e Nazionale. Ad oggi abbiamo erogato 150 mila euro a 89 famiglie residenti (circa 200 persone) di cui 70 italiane e 19 straniere. Si e’ parlato di Sicurezza e di modelli Sprar…

Ho volutamente non partecipato alla guerra dei numeri, ma evidenziato due paradossi del Decreto:

a) blocchiamo navi davanti le coste italiane e iniziamo un braccio di ferro (social) con alcuni paesi membri dell’ Unione Europea chiedendo (giustamente) compartecipazione nell’accoglienza: cioe’ quello che sul nostro territorio italiano non siamo capaci di fare poiché molti Comuni negano la disponibilità sovraccaricando le prefetture e altri comuni.

b) allontaniamo dai sistemi Sprar (lodati dallo stesso Ministro dell’Interno) chi, magari non ne ha pieno diritto per vizi di forma e/o lentezze burocratiche, ma ha il merito di aver intrapreso questi percorsi di integrazione ed essere parte integrante della Comunita’, mentre non puniamo e lasciamo sul territorio chi delinque perché non poniamo mano su una riforma delle normative vigenti in tema di sicurezza.

Conclusione: meno slogan, più buon senso e concretezza.

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