PRIAMO BOCCHI “DISTINGUERE LA STORIA DALLA PROPAGANDA E LA VERITA’ DALLA MENZOGNA”

Di Priamo Bocchi

Lo scorso dicembre Red Land (Rosso Istria), il film che racconta la verità delle foibe e il tragico martirio di Norma Cossetto, veniva proiettato a Parma, in un cinema Astra tutto esaurito. Essendo tra i promotori dell’iniziativa (organizzata dal circolo Checkpoint Pasta di cui faccio parte in collaborazione col Comitato 10 Febbraio) vissi quella serata con orgoglio e commozione. Mi sembrava che attraverso quella coraggiosa e riuscita pellicola, ci si stesse definitivamente riconciliando con una pagina di storia italiana troppo a lungo infoibata, negata o minimizzata. Quella di Norma Cossetto, degli esuli e delle vittime delle foibe, era una vicenda drammatica che doveva appartenere alla memoria collettiva nazionale, senza distinzioni di parte. Il successo della proiezione ripagò tutti e fece dimenticare le strumentali polemiche, le interrogazioni in consiglio comunale e le contestazioni che portarono a uno spiegamento di forze dell’ordine, il giorno della proiezione, degno solo di un G8 o di un derby calcistico. Dopo la riuscita di quella partecipatissima serata (i biglietti furono esauriti e tante persone dovettero rinunciare alla visione), la casa di distribuzione si mise subito al lavoro per poter riproporre il film nella nostra città (sempre al cinema Astra), per i primi di febbraio. L’intento era quello di celebrare la Giornata del Ricordo attraverso un evento dal valore simbolico: presentare il film in cento sale di cento diverse città italiane per far rivivere la tragica storia delle terre italiane di Istria, Fiume e Dalmazia all’indomani dell’8 settembre 1943. Nell’occasione Parma avrebbe avuto, oltretutto, un privilegio unico: quello di vedere presente in sala, oltre al regista Maximiliano Hernando Bruno, l’attore parmigiano Franco Nero (il professor Ambrosin di Red Land) che sarebbe tornato volentieri nella propria città natale per recitare uno struggente monologo sulla vicenda di Norma Cossetto prima dell’inizio del film. Purtroppo il tentativo della Venice Film, a causa di una certa ostilità, indifferenza o freddezza (non entro nei particolari che non mi hanno riguardato direttamente) del comune proprietario del cinema Astra, è fallito e la serata è saltata. I parmigiani interessati saranno pertanto costretti ad andare a Traversetolo oppure a Reggio Emilia, al cinema Al Corso, dove presenzieranno pure Franco Nero e il regista. In compenso, il 10 febbraio, Parma sarà teatro di un altro evento: nel medesimo cinema Astra (di proprietà comunale), infatti, si infamerà la Giornata del Ricordo con l’abituale (e indegno) convegno “Foibe e Fascismo”, all’insegna del negazionismo e del giustificazionismo. Sarà così possibile assistere ai documentari di Alessandra Kersevan (“La foiba di Basovizza: un falso storico”) e di Claudia Cernigoi (“Norma Cossetto: un caso tutt’altro che chiaro”) oltre che alla conferenza comunista in salsa negazionista di Sandi Volk, colui che in una analoga occasione dichiarò: «La Giornata del Ricordo dovrebbe cambiare nome e diventare, una volta per tutte, la Giornata dell’orgoglio fascista». Sicuramente gli organizzatori (tra i quali ANPI e Comitato Antifascista e anti imperialista) avranno aderito, sottoscrivendolo, al protocollo comunale antifascista per la concessione di spazi pubblici e si saranno quindi impegnati a “non perseguire finalità antidemocratiche o propagandare ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste in contrasto con la Costituzione” e “a riconoscersi nei principi democratici” e avranno siglato “l’impegno a non denigrare i valori della Resistenza” e tutto il resto. Tutto regolare, insomma. Tutto lecito, per carità. D’altronde Parma è la città dei diritti, ha dichiarato il sindaco dopo aver certificato che quattro bambini erano figli di genitori dello stesso sesso. Probabilmente, nell’intento di voler abolire ogni limite, ogni confine, ogni muro, ogni differenza, qualcuno si è fatto prendere un po’ la mano ed ora gli diventa difficile (o ritiene del tutto futile) distinguere la storia dalla propaganda, la verità dalla menzogna.

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