GIAMPAOLO LAVAGETTO “IL MEDIOEVO CHE EVOCA PIZZAROTTI POTREBBE ESSERE LA PREOCCUPAZIONE DI UN FUTURO FORZATO”

Di Giampaolo Lavagetto

Tra “Medioevo” e futuro forzato? Iscrizione registro anagrafe di figli omogenitoriali. In discussione c’è molto di più che un atto amministrativo. Sul tema in questione, da una parte Sindaci che si improvvisano profeti di una nuova società ancora a venire, dall’altra crociate, altrettanto intransigenti, in nome di una società che si avvia a diventare passato. In mezzo la società attuale, confusa ed impreparata che vede messi in discussione in modo traumatico e tranciante quelli che nei secoli sono stati i pilastri del proprio modo di vivere. Perché, se nelle buone intenzioni l’iscrizione nel registro dell anagrafe comunale è tecnicamente un atto amministrativo volto a tutela dei bambini interessati, gravemente miope sarebbe non considerare le ripercussioni che esso ha sul concetto di famiglia che è proprio della nostra società. Affrontare, quindi, solo l’aspetto burocratico dell atto, sul quale si può anche accettarne le buone intenzioni, senza cogliere il trauma che esso provoca nella concezione di famiglia che è proprio della nostra società, rischia di essere il grave limite dell azione di questi Sindaci. Allo stesso modo, allestire crociate contro gli stessi, negando l esistenza del problema, in nome di una immutabilità della nostra società, rischia di risultare una posizione anacronistica e non utile. La nostra società, influenzata da principi etici e morali di una cultura ben chiara e ripresa dai padri costituenti, ha una idea di famiglia e di genitorialita’ frutto di secoli di storia. Oggi, assistiamo all inizio di una evoluzione che, oggettivamente, non è gestita nel modo migliore. Siamo certi che l improvviso atto amministrativo di taluni Sindaci sia il modo più giusto e tutelante per produrne un così profondo e radicale cambiamento? In realtà, come si sta verificando, questo rischia solamente di irrigidire le posizioni, di alzare muri e barriere, tipiche di quelle che si innalzano a fronte delle cose che non si capiscono, nella logica che i cambiamenti che non si capiscono e non si ha il tempo di metabolizzare a priori spaventano e creano un conseguente rigetto. Stupisce che questi Sindaci, accettandone le buone intenzioni che li spingono, si meraviglino delle conseguente reazioni. Chi fa politica, ha il dovere di percepire i bisogni della propria Comunità quando ancora queste sono fibrillazioni che attraversano la società, lavorando per quel cambiamento che le trasforma in occasioni di opportunità e sviluppo. Per fare questo bisogna creare le condizioni e le circostanze affinché tale mutamento sia in armonia con la crescita del benessere dell individuo all interno della nuova società. Strappi e traumi di questo tipo, invece, possono dare visibilità a chi li compie, ma rischiano di congelare e non agevolare le trasformazioni socio-culturali di una comunità.

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