MATTEO SALVINI (LEGA) RISPONDE A FILIPPO FRITELLI (PD) “SE L’AVESSERO FATTO AD UN MINISTRO PD”

Dalla pagina facebook di Matteo Salvini (Lega) senatore Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Ministro dell’Interno Segretario Federale Lega

Immaginate se un sindaco della Lega avesse pubblicato minacce del genere contro un ministro del Pd…

Andiamo avanti, Amici, siamo sulla strada giusta, alla faccia di questi “democratici” poveretti.

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PARMA CALCIO ALLENAMENTO TECNICO-TATTICO

Dal sito del Parma Calcio

Parma Calcio è tornato ad allenarsi oggi a Collecchio con una doppia seduta. Agli ordini di Mister D’Aversa, la squadra ha svolto questa mattina attività di core stability seguite da forza, cambi di direzione ed un lavoro specifico per reparti. Nel pomeriggio, invece, dopo i consueti esercizi di attivazione e torelli, per i crociati un’esercitazione tecnico-tattica. La seduta è stata conclusa da un triangolare in porzione ridotta del campo (nella foto la squadra vincitrice). Gianni Munari e Matteo Scozzarella hanno proseguito il proprio programma personalizzato di recupero dai rispettivi interventi. Terapie per Jacopo Dezi e Marcello Gazzola. Domani, mercoledì 1 agosto, è prevista sempre al Centro di Collecchio una seduta d’allenamento pomeridiana a porte aperte con inizio alle 17.30.

SANDRO CAMPANINI (PD) “INTERROGAZIONE SU VIA 24 MAGGIO E PARCO EGADDI”

Comunicato-stampa di Sandro Campanini consigliere comunale Pd

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

(testo integrale)

Oggetto: via 24 maggio – cartelli stradali divelti e situazione alberi parco Egaddi

Il sottoscritto Sandro Campanini, consigliere comunale del gruppo Partito Democratico

-verificato con diretto sopralluogo che nelle scorse ore sono stati divelti in via 24 maggio due cartelli stradali e un altro palo a distanza di un centinaio di metri l’uno dall’altro, uno all’angolo con via Sidoli, lato sud, e l’altro all’angolo con via Bavagnoli

-ritenuto che difficilmente si possa trattare di un unico incidente stradale o di due incidenti quasi uguali a poca distanza;

-verificato con diretto sopralluogo che nel parco Egaddi, accanto agli alberelli spezzati – secondo quanto riferito dalla Giunta, dal vento e, secondo quanto sospettato da alcuni residenti, da atti vandalici – ci sono altri 5 alberelli da poco piantati che versano in cattive condizioni, se non rinsecchiti;

INTERROGA LA GIUNTA PER SAPERE

-quali ritiene siano le cause dell’abbattimento dei due cartelli e dell’altro palo e se si possa parlare di atti vandalici;

-se ritiene di poter confermare che non esistono problemi di comportamenti dannosi nella zona, come dichiarato nella seduta del 30 luglio 2018;

-se non ritenga necessario incontrare i cittadini che abitano nella zona per ascoltare il loro parere sulla situazione della strada e del parco;

-per quali ragioni gli alberi da poco piantati nel parco Egaddi accanto a quelli spezzati risultano già più o meno rinsecchiti;

-se, nel caso quelli spezzati siano effettivamente stati danneggiati a causa del vento, ciò possa essere stato determinato a causa della loro condizione non ottimale e della scarsa manutenzione;

-quando si intende intervenire per sistemare gli alberelli spezzati e risistemare quelli incattive condizioni e quanto verrà a costare questo secondo intervento di risanamento o sostituzione;

-se non intende verificare la possibilità di forme di collaborazione con la cittadinanza per una migliore gestione dell’area.

2035 SCENARI DEMOGRAFICI DAVVERO PREOCCUPANTI

Possono destare preoccupazione su più fronti le proiezioni demografiche da qui al 2035 rese note dall’Ufficio Statistica della Provincia nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamattina a Palazzo Giordani. “Gli scenari demografici prospettati ci parlano di un territorio con una popolazione sempre più vecchia e per questo meno produttiva, meno propensa all’innovazione, più costosa in termini di sanità e servizi sociali – spiega il Delegato provinciale alla Statistica Paolo Bianchi – Sarebbe bene che gli amministratori locali, ma anche gli imprenditori considerassero con attenzione questi dati, che sono dati affidabili, e cominciassero a pensare alle conseguenze e ai possibili correttivi. L’immigrazione finora è stata una risorsa, ma non si prevede che continui nella stessa misura.” Dopo un periodo di quasi 15 anni in cui la popolazione della provincia di Parma è passata dai 397 mila abitanti del 2000 agli oltre 447 mila del 2013, con un aumento complessivo di 50 mila residenti, dal 2014 siamo entrati in una fase di crescita molto modesta, che ha portato la popolazione al 1° gennaio 2018 a circa 450 mila persone. Ma quanti residenti avrà la provincia di Parma nel 2035? Poco più di 460 mila, circa 11.000 residenti in più rispetto  al 1.1.2018, secondo le proiezioni del Servizio Statistica Regionale, cioè una crescita poco significativa, il 2,4% in più in 17 anni. Però cambierà, e in modo importante, il rapporto tra le generazioni, con conseguenze rilevanti. E potranno essere solo gli immigrati, sia stranieri sia da altre regioni italiane, a compensare la perdita di popolazione dovuta al saldo naturale  fortemente negativo. Azzerando i flussi migratori in ingresso per tutto il periodo considerato, infatti, la popolazione diminuirà del 20%, pari a circa 90 mila residenti in meno nel 2035 rispetto al 2018. Un tale calo di popolazione avrebbe tante conseguenze, ad esempio un crollo del mercato immobiliare e dei settori connessi, a partire dall’edilizia. Il contributo delle nascite, che è cresciuto a partire dalla seconda metà degli anni novanta fino a raggiungere il massimo nel 2010 con quasi 4.200 nati, è previsto in diminuzione fino al 2026 (circa 3.300 nascite) per poi invertire la tendenza e tornare a salire leggermente, ma comunque sempre  con un numero inferiore ai 3.500 nati l’anno. Tra le cause di questo declino pesa la prevista drastica diminuzione delle donne in età feconda: al 2035 avremo circa 3.400 “potenziali madri” in meno rispetto al 2018. Si consideri che gli attuali 50-60enni appartengono a generazioni di oltre 5mila nati, mentre gli attuali 30enni a generazioni di appena 2,5mila nati.
Per tornare al picco di nascite del 2010 senza variazioni di fecondità individuale bisognerebbe raddoppiare i flussi migratori del periodo 2010-2015. Questo calo avrà conseguenze imminenti sul numero di bambini e ragazzi che frequenteranno gli asili nido, le scuole materne e le scuole elementari, e in seguito anche sulle scuole medie e superiori, con possibili diminuzioni di occupazione nel settore. La popolazione nella classe di età 15-39 anni è costantemente diminuita nell’ultimo decennio, ed  è attesa ancora in calo nei prossimi anni. Solo nel 2027 tornerà a superare le 120 mila persone. Sulla consistenza numerica di questa fascia di popolazione pesa la denatalità che ha caratterizzato il nostro paese negli anni ottanta. Con il naturale scorrere della popolazione sulla scala delle età, le generazioni poco numerose dei 15-39enni andranno a sostituire gli attuali 40-64enni, generazioni molto più consistenti e finora costantemente in aumento, determinandone una diminuzione, attesa a partire all’incirca dal 2025. Il 2023 sarà l’anno di svolta, in quell’anno avremo la  punta massima dell’invecchiamento della popolazione nelle età lavorative, con gravi conseguenze sulla capacità di rispondere alle esigenze di innovazione del sistema produttivo. La popolazione attiva nel suo complesso calerà (-5.534 persone al 2035 nella fascia di età 15-64 rispetto ad oggi), ma sarà una diminuzione percentualmente piuttosto modesta (-1,9%), che limiterà l’attrazione di immigrati,  anche considerando i recuperi di produttività dovuti all’automazione. Continuerà invece a crescere costantemente e significativamente la  popolazione anziana (65 anni e oltre), che nel 2035 in provincia di Parma rappresenteranno il 27,3% del totale della popolazione, quasi 126 mila individui. Si stima che i 75enni e oltre supereranno i 60.200 residenti. E gli 85 anni e oltre passeranno dagli attuali 17.983 a oltre 20.000 nel 2035, con un aumento del 12%. L’invecchiamento della popolazione avrà pesanti riflessi sulla spesa sanitaria e assistenziale, ma anche sul livello del PIL. Infatti vari studi (ad esempio della Bce e dell’Harward Business School) che analizzano il rapporto tra invecchiamento della popolazione e declino del PIL  ipotizzano che le società vecchie perdano lo spirito d’intraprendenza, scegliendo la sicurezza piuttosto che il rischio e l’innovatività. Quindi, se non governato, l’invecchiamento porterebbe inevitabilmente ad una  società stagnante, caratterizzata da scarsa inventiva, e in definitiva poco capace di produrre ricchezza. Tuttavia, i policy makers e gli imprenditori possono articolare  delle strategie per contrastare questa tendenza, in particolare investendo sulla formazione e l’innovazione tecnologica, che può diventare una grande opportunità. Si prevede per il prossimo futuro che l’aspettativa di vita alla nascita continuerà ad aumentare, ma con ritmi notevolmente più bassi rispetto al  passato. Infatti dal 2001 al 2016 si è avuto un aumento dell’aspettativa di vita alla nascita di misura eccezionale, oltre 4 anni per gli uomini, e 2,6 anni per le donne, che ha portato al livello attuale di 80,95 anni per i primi e di 85,44 per le seconde. Nell’arco dei prossimi 15 anni, invece, si ipotizzano aumenti di 2 anni per gli uomini e di 1,7 anni per le donne, quindi con un’ulteriore diminuzione della differenza tra maschi e femmine, ma con quasi il dimezzamento dei ritmi di incremento del quindicennio scorso . In sintesi, queste proiezioni ci dicono che le generazioni anziane non verranno completamente sostituite da quelle giovani e che l’effetto dei comportamenti demografici del passato incide profondamente su quanto ci dobbiamo aspettare nel futuro. Gli scenari demografici pongono quindi molti interrogativi sull’organizzazione della società nel suo complesso e sulla possibilità di sostenere lo sviluppo da parte di una popolazione invecchiata.

MARCO MARIA FREDDI (EFFETTO PARMA) “UN’ALTRA MOZIONE RAZZISTA DELLA LEGA”

Comunicato-stampa di Marco Maria Freddi consigliere comunale Effetto Parma

L’Italia è stata una espressione puramente geografica fino al 17 Marzo 1861 e la sua cucina è di recente invenzione. Diventata un fenomeno sociale, culturale ed economico recentissimo, per secoli l’Italia è stata divisa tra chi consumava polenta e chi altro. Un Paese fondamentalmente composto di poveri contadini disperatamente affamati non ha mai avuto una reale cucina, per secoli riempire la pancia è stato l’unico problema della cucina Italica. Il mito della cucina italiana è nata negli anni ’70 più a causa della devastante crisi economica di quegli anni che per una reale tradizione, che nella successiva valorizzazione delle piccole imprese, dei distretti industriali e nel made in Italy – e pertanto delle sedicenti eccellenze del made in Italy – vedeva nascere la poco visionaria scelta industriale e la sua cucina “tipica”. Rifugiarsi nel piccolo anziché nell’innovazione e nel futuro è stato più rassicurante, soprattutto per una classe dirigente impreparata al nuovo e corporativista. Questo è il motivo per cui gli Italiani – brava gente – si inventano un passato di fasti ed opulenza quando – è bene ricordarcelo – siamo stati dei morti di fame per secoli. Il caso dei Novel Foods lo si può riassumere in una frase: la tradizione si può inventare ed il passato lo si può manipolare ad uso e consumo del presente e questa frase ben riassume il sentire ed il fare politico della destra nazionalista, sovranista e razzista ben rappresentata dalla Lega. E’ stato nel periodo delle grandi emigrazioni italiane che gli ingredienti della cosiddetta cucina italiana si arricchirono, proprio col ritorno in Italia delle prime generazioni di emigrati dal mondo e soltanto negli anni 70, appunto, nacque l’embrione della cucina italiana e delle mitiche storie dei prodotti tipici italiani. Più che alla storia dei prodotti tipici italiani, frutto di recentissime trasformazioni, guardo al futuro ed alla innovazione cui proprio i Novel Food appartengono. Pertanto, senza inventarsi nuovi inutili IGP che non cubano in termini di export, bisognerebbe essere in grado di tutelare le nostre reali eccellenza all’estero con accordi di tutele per conquistare ancor più quote di mercato ma la cosa curiosa è che proprio i sostenitori delle antichissime tradizioni siano i primi nell’opporsi ai trattati internazionali del commercio che tutelano ed incentivano le esportazioni dei nostri prodotti. Il Paese, l’unico, che delle politiche alimentari lascia se ne occupi il ministero dell’agricoltura anziché le autorità sanitarie, dovrebbe preoccuparsi delle delocalizzazioni delle start up delle Novel Foods italiane più che ai pruriti etnici, che al vuoto legislativo, al corporativismo ed a visioni ideologiche retrograde, preferiscono la pragmatica sostanza di altri paesi europei. Come è stato per il baccalà, specialità made in Italy ma nato in Norvegia o del Pachino che è una pura invenzione Israeliana, anche i Novel Foods che non sono solo insetti – per intenderci leghistigamente parlando cibi non per cittadini bianchi-padani-cristiani – potrebbero diventare eccellenze nel mondo ma chi non può leggere il quadro globale, può solo guardare con lo specchietto retrovisore e godere dei fasti delle tradizioni inventate.

Auguri Italia!

ACCORDO TRA COMUNE E REGIONE SULL’INCENERITORE DI UGOZZOLO

Avanti con l’autolimitazione del termovalorizzatore di Parma. Fino al 2020 l’impianto di Ugozzolo continuerà a trattare rifiuti urbani fino a un massimo di 130 mila tonnellate l’anno. La Regione Emilia-Romagna ha rinnovato l’accordo con Comune di Parma e Iren Ambiente siglato nel 2016 e scaduto lo scorso 1° luglio. L’unica eccezione ammessa è per ragioni di solidarietà, in caso di “soccorso” ad altri territori extraregionali meno virtuosi e interessati da situazioni di emergenza. Un’opzione possibile solo a fronte dell’ok all’accoglimento dei rifiuti da parte della Giunta dell’Emilia-Romagna. Per gli speciali, come in passato, la quota annuale è definita dalla Regione in base al monitoraggio previsto dal Piano regionale dei rifiuti. E ancora: sarà attivato un tavolo di confronto verso un vero e proprio “Patto per l’economia circolare”, un’intesa per fare di Parma la frontiera più avanzata dell’Emilia-Romagna, un laboratorio di ricerca in tema di sostenibilità ambientale, declinando la vocazione enogastronomica e produttiva del territorio in chiave sempre più “green”. “Raccogliendo le istanze emerse nel percorso di dialogo e confronto delle scorse settimane, la Regione ha dato priorità al rinnovo dell’accordo per l’autolimitazione del termovalorizzatore siglata con Iren due anni fa. Primo nel suo genere in Italia, era nato e si conferma con il fine di fissare un tetto alla quantità di rifiuti da trattare nell’impianto anche grazie alla disponibilità del gestore”, afferma Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente. “Siamo soddisfatti del risultato ottenuto dopo il tavolo da noi convocato in Municipio: la proposta di autolimitare la capacità di incenerimento era un obiettivo che come Comune e come città abbiamo fortemente voluto e richiesto”, commentano il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e l’assessore comunale all’Ambiente, Tiziana Benassi. “Ora vogliamo fare di più: Parma con il suo modello di raccolta differenziata, che ha raggiunto picchi dell’80%, può ambire a diventare il laboratorio nazionale di un’economica circolare e sostenibile di cui l’Italia e l’Europa hanno bisogno. In settembre intendiamo convocare il primo tavolo operativo, che metta a confronto istituzioni, territorio, Università e imprese. Partirà una nuova fase del modello Parma”. Un tavolo a cui la Regione parteciperà e porterà il suo contributo. “Per prima in Italia e con oltre due anni di anticipo anche sull’Europa – conclude Gazzolo -, l’Emilia-Romagna ha approvato nel 2015 una legge per il passaggio verso un’economia sempre più circolare, dove gli scarti dei processi produttivi, anziché essere considerati rifiuti, possano trovare nuova vita e costituiscano nuove risorse per altre produzioni: è così che si riducono il consumo di materie prime e si previene la produzione dei rifiuti”.

TENTA DI RUBARE UNA BICICLETTA NEL CORTILE DELLA CASERMA DEI CARABINIERI DI VIA GARIBALDI

Arrestato in flagranza di reato. Un giovane, che era stato convocato nella caserma dei carabinieri di Via Garibaldi per una notifica, ha tentato di rubare una bicicletta posteggiata nel cortile interno. Purtroppo per lui il piantone di guardia si è accorto del furto, osservando le telecamere del sistema di videosorveglianza. Rincorso dal militare per strada, il ladro solitario è finito in manette.