LEGA NORD “L’AMMINISTRAZIONE CHE NON C’E’ DI UNA CITTA’ NEL DEGRADO PIU’ TOTALE”

Questa mattina conferenza-stampa in Municipio del Gruppo consiliare della Lega Nord. “Un’amministrazione comunale che non c’è in una città che sprofonda nel caos e nel degrado più totale”. Una disamina realistica soprattutto dopo le ultime aggressioni alla stazione ferroviaria e in Via Mazzini. Laura Cavandoli, Emiliano Occhi, Carlotta Marù, Maurizio Campari hanno sottolineato che intere zone di Parma sono diventate aree franche di illegalità anche per la scarsa manutenzione dell’arredo urbano. “Manca oltre al controllo del territorio, l’illuminazione persino nel centro storico, un fattore che alimenta l’insicurezza dei cittadini”. La Lega chiede alla giunta di svelare i programmi che riguardano l’azienda trasporti TEP e la Pinacoteca Stuard e anche di procedere alla nomina del nuovo comandante della polizia municipale. Finora otto interrogazioni evase malgrado la dichiarazione del Vice Sindaco Bosi di rispondere nelle prossime sedute del Consiglio Comunale.

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LA PISCINA EFSA UNO SPRECO DI DENARO PUBBLICO TARGATO PIZZAROTTI

Le cosiddette “cattedrali del deserto” del capoluogo ducale sono molteplici, ma non tutte imputabili all’ex sindaco Pietro Vignali. Ponte Nord e la passerella ciclopedonale di Via Marco Emilio Lepido sono figlie dell’amministrazione comunale civica di centro-destra, tuttavia anche la versione civica ex pentastellata si è distinta nello spreco di denaro pubblico. La piscina Efsa è targata Pizzarotti e company. Situata accanto alla sede dell’Authority agroalimentare europea in Via Giulio Cesare è stata abbandonata nel degrado più assoluto, malgrado elevata a location di alcune scene della fiction tv “Il miracolo” di Niccolò Ammaniti. Una leggenda metropolitana che è forse veritiera sostiene che la giunta Pizzarotti ha lasciato andare in malora le opere della precedente gestione politica della città per un proprio tornaconto mediatico-elettorale. Alcuni specialisti del settore edilizio hanno osservato che tali strutture potevano essere messe in condizione di funzionare con un esborso economico minimo. Medesimo epilogo per la piscina affidata a Coni servizi che un soggetto privato avrebbe sicuramente riassestato in pochi mesi.

LA PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DI PARMA A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2020

Parma si candida a capitale italiana della cultura 2020 e lo fa raccogliendo tutte le sue energie: tanti i cittadini presenti alla presentazione del dossier nella Crociera dell’Ospedale Vecchio e tante le personalità di spicco del nostro territorio che si sono ritrovate per supportare questo prestigioso obiettivo, a testimonianza di come la cultura possa essere una forza trasversale, una visione di città in grado di coinvolgere tutte le persone e tutti gli ambiti. “La cultura batte il tempo” è il claim della candidatura del dossier, che valorizzerà la contemporaneità e storicità cittadina, con 25 istituzioni culturali coinvolte, 32 progetti specifici dedicati all’arte, alla letteratura, alla storia e alla musica, facendo leva sulla forza centripeta della cultura ma anche sulla sua capacità di arrivare in ogni quartiere, senza dimenticare l’importante presenza dei distretti socio-culturali, come il Ponte romano, il distretto della musica e il Wopa. “Lo spirito con cui affrontiamo questa candidatura – ha detto il sindaco Federico Pizzarotti – è quello che respiriamo oggi in questo luogo carico della nostra storia e in cui ci siamo ritrovati così numerosi, portando ognuno le proprie energie, le proprie aspettative e desideri e il proprio orgoglio di appartenere a Parma: una forza sinergica di intenti che racchiude una idea di città che nasce da tutti noi e dalle nostre eccellenze. Parma 2020 si fonda sulla dimensione del “tempo” con la volontà di valorizzare i baluardi della nostra identità: un risultato a cui lavorare tutti insieme, uno stimolo importante per focalizzare un obiettivo all’unisono”. A guidare tutta la presentazione del dossier è stato l’assessore alla Cultura Michele Guerra: “il progetto pilota tra quelli presenti nel dossier vede nell’Ospedale Vecchio il suo epicentro: un luogo simbolo nel cui recupero l’Amministrazione ha molto investito per riappropriarci del tempo della nostra città. “Il futuro della nostra memoria” è il nome che gli abbiamo attribuito, un progetto che si basa sulla rilettura del luogo come recupero dei nostri saperi anche attraverso il recupero documentale”. “La cultura permea ogni ambito, ogni attività – ha detto Alessandro Chiesi, presidente di “Parma, io ci sto!”. “Facendo squadra e puntando sulle nostre eccellenze possiamo costruire una progettualità a lungo termine che coinvolga tutta la Città”. “È necessario – ha sottolineato Giacomo Rizzolatti, Comitato Scientifico Parma 2020 – valorizzare anche la ricerca scientifica e i suoi vari ambiti, che tratteggiano la nostra storia più rappresentativa, un patrimonio da far meglio conoscere alla cittadinanza e oltre come punta di diamante delle nostre eccellenze”. Per il comitato scientifico a sostegno della candidatura sono intervenuti Elisabetta Pozzi, Massimo Spigaroli e Giulia Ghiretti: “Il dossier parla di tempo come elemento rivitalizzato dalla cultura – ha detto Elisabetta Pozzi – e la nostra volontà è quella, ciascuno per la sua parte, di rigenerare con entusiasmo gli ambiti della cultura cittadina”. “La conquista del titolo di Città Creativa della Gastronomia Unesco – ha sottolineato Massimo Spigaroli – ci ha insegnato che fare sistema è la mossa vincente per affrontare le sfide per la nostra città: ora con grande entusiasmo ci impegniamo per questo obiettivo”. “Parma – ha aggiunto Giulia Ghiretti – è una splendida realtà alla quale sono orgogliosa di appartenere e che sono felice si proietti con positività nel futuro e oltre i suoi confini”. Il dossier prevede 5 capitoli, dedicati in parte all’analisi della storia della nostra città, di cui uno legato ai progetti: “elemento fondamentale della candidatura per Parma sarà anche quello di farci stupire e stimolare dagli sguardi esterni sulla nostra città. Per questo abbiamo inserito, tra gli eventi da proporre, quattro “open call”, “chiamate aperte” in cui inviteremo artisti a guardare e raccontare Parma dal loro punto di vista inedito. Momenti dedicati alla inclusione e accessibilità della cultura, alle proposte dei giovani per i giovani e alle industrie “creative driven”, destinate alla ridefinizione del tempo lavorativo, oltre alla mostra “Time Laps” che già nel titolo suggerisce la riflessione basata sullo scorrere temporale”. La presentazione alla cittadinanza ha previsto la proiezione di video di tanti rappresentanti d’eccellenza delle realtà culturali del nostro territorio, partecipi del dossier nell’ambito di quattro tipologie di intervento, ovvero produzioni, esposizioni, cantieri e rassegne: macro-contenitori in cui saranno inseriti i singoli progetti. Hanno espresso la loro soddisfazione per la presentazione della candidatura della nostra città, raccontando brevemente la loro visione della cultura a Parma e le progettualità inserite nel dossier, legate dal filo rosso del tema “tempo”, per le “Produzioni”: Anna Maria Meo, per il Teatro Regio di Parma, Gianluigi Giacomoni, per la Fondazione Arturo Toscanini, Paola Donati, per Fondazione Teatro Due, Patrizia Maestri, per Lenz Fondazione; per le “Esposizioni”: Simone Verde, Complesso Monumentale della Pilotta, Mario Turci, Fondazione Museo Ettore Guatelli, Stefano Roffi, Fondazione Magnani Rocca, Edoardo Pepino, editore, designer, collezionista per Labirinto della Masone; per i “Cantieri”: Francesca Zanella, Consiglio direttivo CSAC, Martino Traversa, Fondazione Prometeo, Riccardo Ceni, Conservatorio A.Boito, Flavia Armenzoni, Teatro delle Briciole, Arnaldo Conforti, Forum Solidarietà; per le “Rassegne”: Chiara Canali e Camilla Mineo, di Parma 360 Festival, Enzo Miceli, produttore, compositore e musicista, Mauro Del Rio, di BDC Parma, Mario Mascitelli, per il Teatro del Cerchio e Luca Virginio, per Barilla. “Questo dossier rappresenta – ha detto l’assessore Guerra in conclusione dell’incontro – una sorta di mappa per l’attività culturale dei prossimi anni che ci indichi il cammino e che ci sproni, tutti insieme, attraverso la partecipazione e gli stimoli di ciascun cittadino e di ciascuna realtà, a proseguire verso i nostri obiettivi: il nostro tempo inizia da qui”. Il logo della candidatura della città a Capitale Italiana della Cultura 2020 è stato realizzato dal designer Franco Maria Ricci a cui ancora una volta è stato affidato il delicato compito di sintetizzare in una immagine rappresentativa il significato di un intero progetto. Il dossier è stato curato da Comune di Parma e Promo PA Fondazione, il coordinamento e la redazione sono di Michele Guerra, Assessore alla Cultura del Comune di Parma, e Francesca Velani, Vicepresidente Promo PA Fondazione e Direttore LuBeC Lucca Beni Culturali.

LEGA NORD “LA POLITICA DELL’ACCOGLIENZA INDISCRIMINATA DI PIZZAROTTI SOFFOCA LA CITTA”

Comunicato-stampa del Gruppo Consiliare della Lega Nord

L’inchiesta pubblicata sulla Gazzetta di Parma del 27 ottobre formalizza ciò che è sotto l’occhio di tutti i parmigiani: gli aspiranti profughi sono aumentati di dieci volte dal 2013 ad oggi, da 200 a duemila. La maggioranza di questi sono migranti economici. La Commissione Territoriale di Bologna rende noti i numeri: sui 2000 richiedenti ospitati (a spese del contribuente italiano) nella provincia di Parma circa 1550 sono ospitati nei Centri di Accoglienza Straordinaria, 210 sono ospitati dal Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati, i restanti 450 sono “spariti” e giuridicamente a questi deve essere revocato il permesso di restare in Italia diventando a tutti gli effetti “clandestini” come tutti i migranti sbarcati in Italia che non sono stati identificati (circa 50 mila all’anno). I dati ufficiali smentiscono inoltre il fatto che “tutti scappano dalla guerra con donne e bambini”; a Parma le donne richiedenti sono solo 231; viene quindi spontaneo chiedersi perché così tanti uomini fuggano da guerre o sopraffazioni abbandonando mogli, figlie, mamme, sorelle… Secondo i dati ministeriali su base nazionale, l’esame delle richieste si conclude dopo 7/9 mesi e almeno per il 60% (considerando le forme di protezione sussidiaria e umanitaria) si conclude con il diniego ed obbligo per il richiedente di allontanarsi dall’Italia, cosa che non accade quasi mai, così come non vengono eseguite le espulsioni. Il diniego comporta l’esclusione dal sistema di accoglienza e l’inutilità del percorso di integrazione (se seguito), con alta probabilità di imboccare un percorso di illegalità. “A Parma oltre all’aumento dei numeri derivato da “Mare Nostrum” e “Triton” il grande numero di migranti accolti è dovuto anche alla politica di accoglienza indiscriminata più volte rivendicata dal sindaco Pizzarotti e dai suoi assessori” – afferma il segretario provinciale della Lega Nord, Emiliano Occhi – “Non è proclamando l’accoglienza indiscriminata dei c.d. migranti economici e teorizzando la loro regolarizzazione tout court che si fa una politica di accoglienza legale, seria e sostenibile. I dati evidenziano l’errore ideologico dell’amministrazione e mettono in luce la causa principale dell’illegalità dilagante, con attività di spaccio diffuso, furti, scippi e anche aggressioni violente a scopo di stupro o rapina sempre più frequenti.” Come Lega Nord abbiamo sempre denunciato come l’impostazione fortemente ideologica della giunta Pizzarotti sia in contrasto con le previsioni di legge – che in Italia sono più permissive rispetto a quella degli altri Stati europei che non prevedono la protezione umanitaria – e comporta come effetto collaterale l’aumento di criminalità da parte degli stranieri irregolari. Occorre correggere i proclami sbagliati e dare un forte segnale per la legalità, applicando puntualmente i necessari controlli anche nei luoghi di accoglienza CAS e SPRAR”. Anche gli altri consiglieri comunali Cavandoli, Campari e Marù confermano che le indicazioni dell’amministrazione sono fuorvianti e riverberano negativamente sul territorio: l’illegalità è causata anche dall’atteggiamento dell’amministrazione che lascia poi “pagare il conto” ai parmigiani in termini di criminalità, degrado, insicurezza e risorse per il welfare”.

CATERINA GALLI (FARE CON TOSI) “SU IREN PIZZAROTTI DIMOSTRI LA TANTO DECLAMATA TRASPARENZA”

Dalla pagina facebook di Caterina Galli Coordinatore Provinciale Fare con Tosi Parma

Ora Pizzarotti ha finito le scuse per fare favori a IREN, dopo averle regalato tre anni di affidamento in deroga, dopo averne venduto le quote riducendo la posizione di controllo del Comune e dopo essere andato in ANAC a riferire sulla cessione della rete di teleriscaldamento, un bene pubblico che rischiava di passare in dote a IREN come un grazioso regalo. Ora vedremo se si riuscirà per davvero ad avere una gara aperta, trasparente e pubblica o se questo affidamento da quasi un miliardo di euro finirà nelle pastoie delle amicizie politiche (le peggiori) come in passato…

VIALE PIACENZA SOSTITUIRE IL MURO CON UNA CANCELLATA NON SERVE A NULLA

Un progetto demenziale degno delle migliori amministrazioni comunali di sinistra. Una boiata semplicemente pazzesca. Una non soluzione tipica di una giunta che vive in una dimensione parallela. Questa l’ultima genialata dell’utopia della cosiddetta “città in cammino” targata Federico Pizzarotti. Nel mondo globale odierno si declama ad ogni latitudine di abbattere muri e gettare ponti. A Parma si è deciso di sostituire il muro del Parco Ducale sul lato di Viale Piacenza con una cancellata che rispecchia i valori architettonici allo scopo di migliorare la sicurezza. Ma il problema è un altro. Non lo sfondo del quadro, bensì il soggetto. Una realtà che conosco bene perchè frequentadola da un anno ci passo quotidianamente a tutte le ore della giornata, soprattutto di sera e anche di notte. Da Piazzale Dalla Chiesa davanti alla stazione ferroviaria, attraverso il Ponte delle Nazioni già Bottego, all’Efsa Authority agroalimentare europea, lungo Viale Piacenza, al quartiere Pablo si è creata una delle zone franche di illegalità e degrado del capoluogo ducale. Un’amministrazione comunale autorevole e non autoreferenziale si rifiuta di recintare lo storico polmone verde del Ducato che fu di Maria Luigia e ripulisce Parco e dintorni dall’esigua minoranza di delinquenti che tiene in ostaggio una parte della città. Altro che cancellata: ladri, spacciatori, mendicanti, balordi, nomadi, ubriachi  devono stare dietro le sbarre, mentre i cittadini ritornano tranquillamente a vivere sotto casa.

OLTRETORRENTE DECISAMENTE A CONTROCORRENTE

Un annuncio che ha destato enorme stupore e una sequela di polemiche a Parma, anche se ogni proprietario di immobile ha la facoltà di affittare a sua discrezione. La cosiddetta “casa dello scandalo” è situata nell’Oltretorrente. Per tutti coloro che non conoscono il capoluogo ducale l’Oltretorrente è la parte ovest della città di Parma tagliata a metà dal torrente Parma. Ad est il centro storico, ad ovest il cosiddetto Oltretorrente che ospita il Parco Ducale e il complesso rinnovato dell’Ospedale Maggiore. Una zona ad elevata densità di stranieri che comprende Viale Vittoria e Viale dei Mille corridoi della droga a cielo aperto, Via Imbriani teatro abituale di risse e pestaggi, Via Volturno una quasi proprietà dei parcheggiatori abusivi che stazionano nei pressi dell’Ospedale Maggiore. Forse, ripeto forse, qualche precauzione nello scegliere il proprio inquilino non è mai troppa.