TRUMP RENDE OMAGGIO AL MEMORIALE DI MARTIN LUTHER KING

Donald Trump celebra il Martin Luther King day visitando a Washington insieme al vice presidente Mike Pence il memorial del premio Nobel per la pace. E rendendo omaggio su Twitter alla sua battaglia per “l’evidente verita’ che gli americani considerano cosi’ cara, che tutti siamo creati uguali da Dio, non importa il colore della nostra pelle o del luogo di nascita”. Il presidente ha postato poi il testo della sua proclamazione della festivita’, ricordando lo “straordinario messaggio” di King e riconfermando “l’impegno all’avanzamento dell’uguaglianza e della giustizia per tutti gli americani, e alla piena realizzazione del suo nobile sogno”. (Ansa)

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CALCIO PRESIDENTE PARMA PIZZAROTTI “D’AVERSA ANDRA’ VIA A FINE STAGIONE”

Il Parma sta attraversando un ottimo periodo di stagione, visto il nono posto in campionato con 28 punti conquistati. Il merito è anche del tecnico Roberto D’Aversa, bravo a far girare bene la squadra e a riuscire a tirar fuori il massimo dai propri elementi. A tessere le lodi dell’allenatore nato a Stoccarda ci ha pensato il presidente dei ducali Pizzarotti: “Per noi è il miglior tecnico possibile. Se dipendesse da me – spiega a ‘Radio Rai Uno’ – lo legherei al club per i prossimi 10 anni”. Il numero uno del Parma però ha poi continuato, aprendo alla possibilità di un addio non troppo lontano di D’Aversa: “Purtroppo per noi, credo che Roberto avrà un futuro in squadre importanti. Posso solo dire che, per ora, rimarrà con noi fino all’anno prossimo”. (calciomercato.it)

LUIGI DI MAIO (M5S) “DECOLONIZZARE L’AFRICA”

Bisogna “decolonizzare l’Africa” e anche l’Ue “deve occuparsi di questo tema”. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio, interpellato dopo che l’ambasciatrice italiana in Francia è stata convocata in seguito alle sue dichiarazioni. “Guardiamo in faccia anche le cause, non solo gli effetti dell’emigrazione. Ci sono autorevoli economisti di tutto il mondo che ne parlano, noi abbiamo solo acceso il faro su una verità”, insiste Di Maio. “Io non credo che sia un caso diplomatico, io credo che sia tutto vero”- ha poi aggiunto il vicepremier -. “La Francia è uno di quei Paesi che stampando la moneta per 14 Stati impedisce lo sviluppo e contribuisce alla partenza dei profughi. Se l’Europa in questo momento vuole avere un po’ di coraggio, deve avere la forza di affrontare il tema della decolonizzazione. (Ansa)

FABRIZIO PESCI DIARIO AUSTRALIANO “BROKEN HILL TERRA DI MINATORI”

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Fabrizio Pesci, illustre artista di Noceto famoso per le mostre organizzate ad ogni latitudine del globo terracqueo, è partito per l’Australia dove illustrerà la trasformazione geometrica di Madre Natura nella moderna arte pittorica agli aborigeni. Durante il suo viaggio ci racconterà in esclusiva l’esperienza nella terra dei canguri. “Oggi tappa a Broken Hill, terra di minatori, con il memoriale dei caduti sul lavoro. Ci sono stati purtroppo molti incidenti e tra le vittime anche alcuni italiani”.

consultate intanto il suo sito https://www.fabriziopesci.it

LAURA SCHIANCHI (UGL) “LA SOCIETA’ DEVE TENDERE LA MANO AI DISABILI CON SPONTANEITA”

Nostra intervista esclusiva a Laura Schianchi nuovo Responsabile Regionale Politiche della Disabilità UGL

Come spiegare la disabilità all’opinione pubblica che non ha una vera conoscenza della questione?

In realtà, in questo momento la parola “disabilità” è sovraesposta. Si utilizza molto in dibattiti, proclami e promesse. Ma la conoscenza di ciò che è la disabilità e come affrontarla, è tutt’altra cosa. Nella maggior parte dei casi poi, il termine “disabile” abbinato ad una fascia di persone, è usato con vergognosa ignoranza, come sostantivo. Io amo parlare di Persone. Persona (ecco il sostantivo) con disabilità. E allora, in questo cambio di passo, di rispetto verso la Persona, si può sperare di sensibilizzare l’opinione pubblica veicolando giuste informazioni su questo tema. Rispetto e riconoscimento della dignità umana verso le persone con disabilità. Credo sia questa la chiave che servirà ad aprire gli occhi all’opinione pubblica. E poi portare a conoscenza l’esperienza di chi è direttamente e quotidianamente coinvolto in impegnative e spesso dolorose esperienze personali o familiari. La disabilità quando arrivapurtroppo senza chiedere permesso coinvolge il protagonista e i suoi familiari in un lungo e doloroso processo dal quale si può uscire, se si è fortunati, con il supporto di mani che si tendono in aiutoQuesto deve fare la società: tendere le mani, spontaneamente, senza pietismo, senza commiserazione. Con il buon esempio, con la passione e con il cuore si può arrivare a sensibilizzare l’opinione pubblica. E ci renderemo conto allora che le persone con disabilità, quelle che dovrebbero essere le più fragili, con grande coraggio rispondono, affrontando ogni giorno le quotidiane coraggiose “sfide” per riuscire a vivere dignitosamente la propria vita. Grandi lezioni di vita per tutti noi! Ma oggi, nonostante tutto, siamo in ritardo su questo. E il ritardo è di natura culturale prima ancora che strutturale. Gli strumenti ci sono: a partire dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, all’istituzione dell’Osservatorio  Nazionale Italiano sulla condizione delle persone con disabilità in conformità all’obbligo previsto dall’art. 33 della Convenzione “allo scopo di promuovere la piena integrazione delle persone con disabilità, fino al lavoro di “Mappatura delle Condizioni di vita, dei bisogni e dei sostegni offerti alle persone con disabilità” promosso da AUSL Parma e Fondazione Cariparma nel 2017, oltre naturalmente alle normative regionali, alle linee guida ministeriali e via discorrendo. Tuttavia, ripeto, occorre spingere maggiormente su una adeguata preparazione culturale: Imparare a vedere la disabilità come risorsa e non come limite alla società: sottolinearne il valore, inteso come arricchimento, opportunità di crescita e confronto. Ricordo che: “Tutti i membri della società hanno gli stessi diritti umani” – cita la Convenzione Onu dei diritti delle persone disabili – “Tutte le persone con disabilità hanno il diritto di essere libere da discriminazione nel godere dei loro diritti”. E’ importante tenerlo a mente.

Purtroppo le Istituzioni hanno scarsa sensibilità: A Parma l’assessore Laura Rossi ha dimostrato chiusura. Il nuovo Governo ha invece istituito un Ministero apposito… Pertanto cosa si può fare?

Confermo. Le Istituzioni, soprattutto quelle di Parma, hanno scarsa sensibilità. Tutto quello che ho auspicato prima, a Parma non si è verificato. Anzi! Siamo in una posizione diametralmente opposta. Si è aperta una fase di profonda involuzione nel campo dell’welfare che viene giorno per giorno smantellato in questa città Ducale, che è stata nel sociale, per oltre 40 anni, modello di eccellenza per tutta l’Emilia Romagna. Mai in Parma si ricorda un Comune così distante e cinico nei confronti di questo tema. Già nella passata Amministrazione, dove l’Assessore all’welfare era sempre Laura Rossi, le famiglie di ragazzi disabili, gli educatori e i sindacati si erano mobilitati con una manifestazione sotto i Portici del Comune,  contro i tagli che il sindaco voleva effettuare nelle scuole, eliminando così gli educatori per l’assistenza agli studenti disabili. Ritengo che  una comunità che manda in piazza i suoi concittadini più indifesi, a lottare per tutelare i propri diritti, sia oltremodo arretrata e barbara. Il mondo civile ha il dovere di progredire senza lasciare indietro nessuno, tantomeno le persone più fragili. In questi anni, più di una volta le Associazioni di volontariato di Parma hanno contestato anche in forma scritta, con comunicati a volte molto critici, la scarsa attenzione nei confronti delle persone con disabilità,  dei loro familiari e di chi li rappresenta, da parte dei Responsabili Comunali. Non mi dilungo sulle carenze del 2017 legate alle scelte tardiveper l’utilizzo dei Fondi Regionali assegnati per l’attuazione della normativa sulla Legge 112/2016, meglio nota come Dopo di Noi, perché  voglio invece porre l’attenzione sul nuovo Regolamento votato in Consiglio Comunale lo scorso luglio, con deliberazione n. 72 del 30/7/2018: un regolamento per il sostegno economico ai progetti di vita delle persone con disabilità, che dietro all’altisonante titolo “Progetto di Vita”, nasconde la volontà di mettere mano alle pensioni di invalidità per incamerare una ulteriore fonte di finanziamento alle casse comunali. I principi cardine di questo regolamento, in particolare la parte che determina i criteri di compartecipazione al costo dei servizi socio-sanitari, è palesemente illegittima, incostituzionale e lesiva degli interessi delle persone con disabilità, perché prevede l’aggressione dell’indennità di accompagnamento. E questo non lo dico io. Lo dice il Consiglio di Stato del febbraio 2016, oltre alle due ulteriori sentenze sempre del Consiglio di Stato del 13/11 u.s. n.6371 e del 27/11 u.s. n. 6708, che hanno chiaramente stabilito come in nessun modo le pensioni di invalidità o accompagnamento debbano essere considerate ricchezza e di conseguenza non possano essere incamerate, anche solo in parte, dai Comuni. Il Regolamento, per queste ovvie ragioni, è stato impugnato da una Associazione APS, che ha presentato riscorso al Tar di Parmaed è tuttora in fase di valutazioneE’ evidente in tutto ciò, come la attuale Amministrazione Comunale di Parma, da sempre prona agli interessi dei forti,  ami mostrare i  muscoli con le persone più deboli, in un atteggiamento maramaldesco e prepotente nei confronti degli indifesi, con la ferrea volontà di togliere loro i diritti, scambiandoli per privilegi. E’ di questi giorni in Parma un caso che mi preme descrivere per sottolineare, se ve ne fosse ancora bisogno, l’indifferenza ai problemi del sociale. Una nostra concittadina, madre di due figli con disabilità, sola, in condizioni familiari che presentano diverse criticità,  sta aspettando ormai da un paio di mesi che la figlia minore venga inserita in una struttura diurna socio occupazionale avendo terminato il periodo scolastico in giugno 2018. La ragazza non può stare a casa da sola; la madre deve andare al lavoro per mantenere la famiglia e non può accudirla. Nonostante i più svariati solleciti e segnalazioni di situazione emergenziale ai quali il Comune non ha risposto, è dovuto intervenire il Difensore Civico Regionale per cercare una soluzione al problema, attualmente ancora irrisolto. Nella Parma benestante, opulenta, futura Città della Cultura ci presentiamo con questo biglietto da visita: non siamo in grado di trovare sistemazione ad una giovane disabile, aiutandola nel percorso di vita e alleviando i problemi ad una madre in difficoltà. Che fare quindi? E’ chiaro che questa Amministrazione  agisce in controtendenza con quelle che sono le nuove impostazioni del Governo. Quel Governo che il Sindaco Pizzarotti non manca mai di bacchettare pubblicamente sui media locali e nazionali. Ma è anche quel Governo che ha istituito un Ministero per le disabilità e dal quale noi ci aspettiamo un segnale che arrivi forte e chiaro alle orecchie chiuse di chi tratta il mondo delle diversità con autosufficienza, o peggio, con la prepotenza di chi  gestisce il potere, proprio come un  Maramaldo dei tempi nostri.

Le prossime iniziative UGL?

Per quanto mi riguarda, come Responsabile Regionale del Sindacato, mi sto battendo per esportare la diatriba sul Regolamento Comunale impugnato a Parma, in tutto il territorio regionale. In Emilia Romagna c’è molto da fare a questo proposito. Innanzitutto occorre dare informazioni e supporto alle famiglie, spesso all’oscuro delle varie normative o delibere Comunali che li riguardano, e ancora più spesso in oggettiva  sudditanza psicologica nei confronti delle istituzioni. Per questo verranno organizzati incontri a tema con i familiari delle persone con disabilità che avranno come obiettivo oltre all’inclusione, al fare rete, anche il portare alla luce le varie problematiche, soprattutto le meno pubblicizzate e irrisolte. I temi quali Accessibilità, Partecipazione, Uguaglianza, Occupazione, Istruzione e Formazione, Protezione Sociale e Salute, che sono le aree di intervento della Strategia Europea sulla Disabilità 2010-2020 dell’Unione Europea per promuovere l’implementazione della Convenzione sui diritti delle Persone con disabilità, saranno anche gli argomenti principali sui quali porremo la massima attenzione e lavoreremo con forza nelle nostre prossime iniziative. 

LA CASA DELLE IDEE “IL VERDE DI PIZZAROTTI POCO GREEN… MOLTE PAROLE”

Avvicinarsi delle elezioni, di qualunque tipo esse siano, è come l’arrivo del circo. Come i circensi buona parte dei politici è subito pronta a giravolte funamboliche. E’ il caso di Federico Pizzarotti e dei Verdi. La notizia è rimbalzata su tutti i giornali italiani ed Europei, i Verdi non trovano il dialogo con il M5S così si sarebbero rivolti a Pizzarotti. O viceversa, non è dato saperlo. L’occasione per far parlare di sé è ghiotta. E’ un po’ come chiedere a un vegano di mangiarsi un’intera vacca allo spiedo ma non importa. Giornali, Verdi e verdisti (coloro che non sono verdi, sono ecologisti e sono pronti a insistere fino alla morte pur che lo diventi anche tu, in altre parole degli attaccabrighe) dicono che Parma è la città più “green” in assoluto, Pizzarotti il personaggio più “cool” in ottica “smart”. Vediamo un po’ come stanno le cose in città, tornando nel mondo reale e a parlare italiano. Occorrerà parlare delle passate Amministrazioni, chiariamo subito che ci riferiamo alle Amministrazioni Vignali, Ubaldi e Lavagetto. Non si parla per simpatia politica.

Dimostriamo in pochi passaggi come eravamo più “green” molto tempo fa

La mobilità

Ha visto un cambio significativo. A partire dai primi anni ’80 le passate Amministrazioni si impegnavano ad abbassare al minimo l’impatto ambientale dei mezzi pubblici con l’uso di carburante a basso contenuto di zolfo. Ricordate le vetrofanie sugli autobus con la volpe che strizzava l’occhio? Era il 1982. Poi sono venuti i mezzi ibridi con propulsione diesel-elettrico di cui Parma è stata la prima in Italia ad avvalersi. Era la seconda metà degli anni ’90 e si trattava dello stesso tipo di propulsione di cui si vantano oggi le maggiori case automobilistiche “green”. Tutte le ultime amministrazioni, andiamo comunque indietro nel tempo di trent’anni, hanno comunque speso notevoli risorse per l’acquisizione di mezzi elettrici per alcuni semplici motivi: la lungimiranza politica ha sfruttato i due condotti viari principali che attraversano la città est-ovest e nord-sud, elettrificandoli a dovere. In altre parole le linee elettriche aeree per i filobus sono state costruite oltre cinquant’anni fa e funzionano ancora perfettamente. Attorno al 2010 sono arrivati in città i Van Hool, mezzi pubblici di grandi dimensioni, snodati, a doppia vettura, bassissimo consumo, bassa manutenzione e altissima tecnologia, prodotti in Olanda. Il meglio del meglio tanto che Parma è stata la prima fra le città italiane ad acquistarli, quindi all’avanguardia. Venendo agli ultimi anni invece, l’attuale Amministrazione ha preferito acquistare autobus di grandi dimensioni a diesel, inquinanti. Prodotti in Polonia hanno dato non pochi grattacapi all’inizio causa problemi di funzionamento. Va anche rilevato che si tratta di mezzi Euro 5, tanto inquinanti da rischiare lo stop già a partire dal prossimo anno. Andrebbe poi aperto un capitolo sulla gestione della mobilità, le corse dei bus sono cambiate così tanto per cui i cittadini non sono nemmeno così comodi a usare i mezzi pubblici. Il risultato è che ognuno si arrangia come può. Il risultato finale è che l’attuale Amministrazione in questo settore non è molto “green” per non dire che non lo è affatto. 

L’inquinamento da veicoli a motore

Dovrebbe essere un ulteriore punto di massima priorità per un’Amministrazione che vuole essere o almeno provare a dichiararsi “green”. Ecco come è andata a Parma. Il Comune di Parma aveva a disposizione qualche auto per gli spostamenti di Amministratori e dirigenti. Fino all’attuale Amministrazione erano mezzi a metano, nel tentativo di ridurre al minimo l’inquinamento e i costi. A partire dal 2012 il Comune di Parma ha acquisito alcuni mezzi a gasolio, sicuramente più inquinanti. Pizzarotti, come Sindaco e non per uso personale, ha acquistato invece una vetturetta elettrica poi abbandonata alle intemperie per lungo tempo. Essere “green” è diverso, tenuto conto che Parma è la città più metanizzata d’Italia (con maggior numero di veicoli a metano e con il maggior numero di distributori) a partire dal 1984.

La raccolta rifiuti

E’ stato il grande cavallo di battaglia dell’attuale Amministrazione, molto brava ad aprire nuovi punti raccolta rifiuti, cassonetti intelligenti, cassonetti semoventi, a creare nuove idee per vecchie politiche di raccolta e trattamento rifiuti. Ma nulla più. Lo slogan era infatti “affamiamolo”, riferito all’inceneritore. L’impianto è tanto affamato che funziona a pieno regime, lo dicono le stime di carico al vaglio dell’Amministrazione stessa. Dal primo slogan “no all’inceneritore” al successivo “Per aprire l’inceneritore dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti” (Beppe Grillo, piazzale della Pace – luglio 2012), fino a oggi l’attuale Amministrazione non ha fatto molto per non dire nulla. Poteva vietare l’arrivo dei rifiuti, bloccare il cantiere, provare a dialogare, emanare ordinanze e invece non si è fatto nulla. L’idea quindi non è molto “green”: i rifiuti si prendono e si bruciano. 

I consumi di energia elettrica

Insieme alle relative emissioni in atmosfera di CO2 dovrebbe essere stato uno dei primi punti dell’attuale Amministrazione ma non è così. Quanta energia si consuma a Parma per illuminazione pubblica? Ve lo diciamo noi. Fino al 2017 si consumavano oltre 20 milioni di kW ogni anno. All’insediamento dell’attuale Amministrazione l’appalto per il rinnovo del parco illuminante era già in scadenza, anzi in proroga. Si poteva quindi immediatamente procedere alla sostituzione delle lampade per risparmiare elettricità, emissioni di CO2 e denaro. Era il 2012, si era appena chiusa la campagna elettorale in cui l’attuale Amministrazione parlava solo di illuminazione Led, a basso consumo, nuove tecnologie, ambiente e dava consigli a larghe mani su come essere “green”. L’illuminazione pubblica è stata convertita solo nel 2018. Si potevano risparmiare circa 70 milioni di kW, a conti fatti. L’unico che ha provato a far notare la grave mancanza è stato l’ex Consigliere comunale Nicola Dall’Olio che non ha avuto risposte dall’attuale Amministrazione. Diciamo allora che essere “green” è un altra cosa.

Il verde pubblico

 

L’attaccamento alla terra e alla natura in genere dovrebbe essere un ulteriore punto che dovrebbe caratterizzare un’Amministrazione “green”. Ma a Parma non è così. Perché se Pizzarotti è “green” allora ci si dimentica del recente passato. Ci si dimentica del fenomeno della motosega selvaggia per cui sono andate tagliate centinaia di piante e alberi in tutta la città. Si è trattato spesso di piante che avevano appena finito di fiorire. I fenomeni più eclatanti sono stati in viale dei Mille, nella zona Est della città, nei dintorni della Cittadella. Non si ricorda nemmeno la Guerra dei Cachi di via Marchesi, l’attuale Amministrazione ha firmato infatti l’ordinanza per l’abbattimento di tutte le piante di cachi che in quel momento avevano i frutti. Non si può e non sI poteva dire che le piante fossero morte. L’ordinanza ha ritrovato vigore ma, per il momento, la motosega non si è ancora avviata, attenderà forse Ferragosto così che ci se ne accorga solo al ritorno dalle ferie e non si potrà più far nulla. E’ più “green” una biblioteca o un parco pubblico con alberi piante e fiori? La risposta appare ovvia ma non a Parma. L’attuale Amministrazione ha infatti lanciato un progetto che prevedeva la costruzione di una biblioteca sacrificando una porzione di parco.

Le statistiche sul verde

Confermano il teorema. Parma negli ultimi anni ha infatti perso diverse posizioni per la qualità del verde, della superficie adibita a verde (parchi, verde pubblico, aiuole), della loro cura e della disponibilità. Le statistiche lasciano forse sempre il tempo che trovano ma possono essere un valido aiuto per fotografare la situazione allineando più o meno diverse città. Il lavoro fatto dalle precedenti amministrazioni aveva portato Parma al primo posto in Italia, i dati del 2016 danno Parma al quarto posto in ulteriore discesa.

La cementificazione

Dovrebbe essere un ulteriore parametro da tenere sotto controllo per un’Amministrazione “green” che vuole e desidera una città “green”. Parma, però, è una cosa diversa. L’attuale Amministrazione ha infatti dato il via al cantiere per il centro commerciale più grande d’Europa, in un periodo in cui i centri commerciali non se la passano certo bene. Sorgerà nell’ex area Salvarani a ridosso delle Fiere di Parma, vicino a Baganzola. Si tratta di un’area da 300mila metri quadrati con un parcheggio auto da 5mila posti. Legambiente ha presentato un esposto, il cantiere è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza per abuso d’ufficio, reato per cui risultano tre indagati. Ecco cosa significa essere “green” a Parma. 

La morale

Siamo di fronte al paradosso dell’uovo e della gallina. Basta mettere la parola “verdi” e “Pizzarotti” nella frase classica per capire che non c’è una soluzione. Proviamo allora a dare una spiegazione. Federico Pizzarotti più che essere “verde” è al “verde”, ovvero in cerca di una nuova collocazione politica. All’inizio ha abbracciato la politica del “due mandati e poi tutti a casa” ma fare il politico (in quel modo) è molto più facile e redditizio. Si vede che anche i Verdi non sapevano più a che santo votarsi così è arrivato il matrimonio con “green” Pizzarotti.

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